È il momento di puntare sulle periferie

Un recente studio condotto da SWG per Casavo ha acceso i riflettori sul settore immobiliare italiano, offrendo uno spaccato interessante su come gli italiani percepiscono il mercato e le aspettative per il prossimo futuro. È un panorama complesso, fatto di paure legate al contesto economico e sociale, ma anche di opportunità che possono ridisegnare il volto delle città e delle periferie. I dati raccolti sono importanti, ma è fondamentale interpretarli alla luce dell’esperienza di chi opera quotidianamente in questo settore. Come consulente immobiliare, vorrei quindi condividere la mia visione su alcune delle questioni emerse.

Le paure degli italiani: è davvero così difficile accedere al credito?

Secondo il 35% degli intervistati, la maggiore preoccupazione per il futuro del mercato immobiliare è la difficoltà di accesso al credito, in particolare per giovani e famiglie. Questo dato sembra indicare un ostacolo strutturale, ma la mia esperienza racconta una realtà leggermente diversa. Credo infatti chi l’accesso al credito non sia mai stato così facilitato come oggi, grazie a strumenti innovativi messi a disposizione delle giovani generazioni.

Un esempio concreto è il Mutuo Garanzia Giovani, una misura che consente allo Stato di fare da garante per i giovani sotto i 36 anni che desiderano acquistare la prima casa. Questo strumento abbatte molte delle barriere tradizionali, permettendo anche a chi non ha un capitale iniziale consistente di accedere al mercato immobiliare. Tuttavia, il problema vero non è tanto l’accesso al credito, quanto il rapporto tra la rata del mutuo e il reddito disponibile.

Facciamo un esempio concreto: a Milano, il costo medio di un bilocale si aggira tra i 170 e i 200 mila euro. Molti giovani, senza il supporto economico delle famiglie, devono richiedere mutui al 100% del valore dell’immobile. Questo comporta rate mensili molto elevate, spesso incompatibili con stipendi medi. La vera sfida, quindi, è rendere sostenibile l’acquisto di una casa senza che diventi un peso insostenibile per il bilancio familiare.

Periferie: non solo una scelta obbligata, ma una strategia vincente

Alla luce delle difficoltà legate ai costi immobiliari nelle grandi città, le periferie rappresentano una valida alternativa, ma vorrei sottolineare che non si tratta solo di una scelta obbligata: è una vera opportunità. Le case in periferia costano in media il 20% in meno rispetto al centro città. Questo le rende una soluzione più accessibile per giovani coppie o famiglie che desiderano acquistare la loro prima casa senza dover affrontare cifre proibitive.

Ma le periferie non offrono solo prezzi più bassi. Spesso garantiscono uno stile di vita più tranquillo, con spazi verdi, meno traffico e una qualità dell’aria migliore. Inoltre, queste aree stanno vivendo una trasformazione importante. Grazie ai miglioramenti infrastrutturali e all’aumento dei servizi, le periferie stanno acquisendo sempre più valore. Questo significa che acquistare casa in queste zone non è solo un modo per risparmiare, ma anche un investimento a lungo termine.

Per esempio, un giovane acquirente potrebbe iniziare con un bilocale in periferia, sapendo che il valore dell’immobile è destinato a crescere con il tempo. Questo potrebbe diventare un trampolino di lancio per acquistare una casa più grande in futuro, magari con l’arrivo di un figlio. La periferia, insomma, non è un ripiego, ma una scelta strategica e lungimirante.

Il ruolo delle istituzioni: costruire un mercato più inclusivo

Perché il mercato immobiliare possa davvero rispondere alle esigenze delle nuove generazioni, è necessario un impegno deciso da parte delle istituzioni. Da consulente, credo fermamente che questo sia un momento favorevole per acquistare casa, ma le amministrazioni locali devono fare la loro parte.

Costruire nuovi edifici, incentivare il recupero di quelli esistenti e investire in infrastrutture per migliorare i collegamenti tra le periferie e i centri urbani sono passi fondamentali. Non possiamo permetterci che le periferie restino isolate o sprovviste di servizi adeguati: questo scoraggerebbe chi vorrebbe stabilirsi in queste aree e ne frenerebbe il potenziale di crescita.

Il governo, dal canto suo, ha già introdotto misure come il Mutuo Garanzia Giovani e il Piano Salva Casa, ma c’è ancora tanto da fare. La riduzione della burocrazia e l’accelerazione dei processi di approvazione per progetti edilizi sono passaggi obbligati per rendere il mercato immobiliare più dinamico e inclusivo. La “patata bollente” ora passa alle regioni e ai comuni, che dovranno investire in modo intelligente per rispondere alle esigenze dei cittadini.

Guardando al 2025: opportunità e trasformazioni

Se da un lato l’indagine di Casavo ha messo in luce le paure degli italiani, dall’altro ha evidenziato opportunità concrete per trasformare il mercato immobiliare. Al primo posto c’è la riqualificazione urbana e periferica: il 39% degli intervistati la considera una priorità. Seguono la sostenibilità e l’efficienza energetica (37%), lo sviluppo di modelli abitativi innovativi (14%) e l’adozione di tecnologie avanzate nei processi di compravendita (10%).

Sono convinto che, con le giuste strategie e il supporto delle istituzioni, il futuro del mercato immobiliare possa essere luminoso. Per i giovani e le famiglie, realizzare il sogno di una casa di proprietà non deve rimanere un’utopia, ma diventare una realtà concreta e alla loro portata. La strada è tracciata: serve solo il coraggio di percorrerla.