Taglio ai tassi di interesse: stop alla politica restrittiva della BCE

Era atteso da tempo ed è finalmente arrivato: la Banca Centrale Europea ha deciso di tagliare i tassi d’interesse di 25 punti base. Una mossa che avrà un impatto positivo per chi ha un mutuo a tasso variabile, mentre per chi ha un mutuo a tasso fisso il risparmio sarà più contenuto.

La riunione del 6 giugno

La Banca Centrale Europea ha sottoscritto il tanto atteso taglio ai tassi di interesse. Nello specifico, durante la riunione del 6 giugno scorso l’istituto ha abbassato il tasso sui rifinanziamenti principali da 4,5% a 4,25%, quello sui depositi dal 4% al 3,75%, e quello sui prestiti marginali dal 4,75% al 4,50%. Si tratta del primo taglio da quando, nel luglio 2022, l’Eurotower aveva iniziato il ciclo di rialzi.

Dal punto di vista monetario, la decisione della Banca Centrale Europea vuol dire soprattutto una cosa: l’inflazione fa meno paura. La Bce non vede infatti grandi rischi per una nuova impennata e preferisce dare più sostegno alla crescita economica.

Tassi giù e rate ridotte

Lo scorso 6 giugno la Banca Centrale Europea ha ridotto i principali tassi di interesse, ma concretamente, cosa significa questo taglio per le tasche dei mutuatari?

Facile.it stima un risparmio medio di circa 18 euro a rata per un mutuo di 140 mila euro a 25 anni con una durata residua media. In alcuni casi, il risparmio mensile potrebbe addirittura superare i 20 euro.

Ancora più interessante il quadro se si guarda al medio-lungo periodo. Se la Bce dovesse decidere di effettuare ulteriori tagli dei tassi, come ipotizzano alcuni analisti, il risparmio per i mutuatari a tasso variabile potrebbe crescere ulteriormente. In uno scenario particolarmente favorevole, il risparmio mensile potrebbe addirittura quadruplicare nei prossimi 18 mesi, arrivando a toccare i 50-80 euro a rata.

Per chi ha un mutuo a tasso fisso, invece, il vantaggio è già in essere: chi sottoscrive un mutuo di questo tipo oggi paga già un tasso più basso rispetto a chi ha un mutuo a tasso variabile.

Al netto di tutto questo, possiamo affermare che l’impatto dei tassi di interesse sul mercato immobiliare sia considerevole pertanto le autorità di politica monetaria e gli istituti di credito devono saper bilanciare attentamente le loro decisioni per sostenere il mercato immobiliare senza creare instabilità economica.

Prima di festeggiare è infatti bene tenere conto di un fattore importante: l’inflazione. La Bce ha rivisto al rialzo le stime di inflazione per l’anno in corso e per il 2025. Se l’inflazione dovesse continuare a salire, la Bce potrebbe tornare a far salire i tassi, con un effetto negativo sulle rate dei mutui.